Ko tao – Ko Pangan / Ko Samui -Ban Na San 89 / Ban Na San – Krabi 122 km

Beh, le isole non ce le siamo fatte sfuggire. Sulla costa est della Thailandia ci sono piú di 40 tra isole ed isolette, un vero e proprio arcipelago dei sogni. Le tre maggiori, non chè uniche abitate sono Ko Tao, Ko Pangan e Ko Samui (KO in tailandese significa isola). Ko Tao è la piú piccola, minuscola direi, bagnata da acque turchesi e famosa per i fondali ricchi di coralli e pesci di ogni genere. Potevamo fermarci, rilassarci, goderci una noce di cocco sotto una palma ricurva sulla sabbia…invece no!!! Come giá vi avevo detto, abbiamo passato tre giorni intensi di corso e siamo riusciti a prendere il certificato PADI Open Water, 18 metri! Tra sveglie all’alba e corsi video l’isola l’abbiamo girata ben poco ma possiamo dirvi che i fondali sono davvero spettacolari.  L’isola è piccola e si sviluppa tutta intorno ad una spiaggiona circondata da bar e ristoranti che tolgono la magia isolana, ci sono altre spiagge ma prevalentemente rocciose. Abbiamo lasciato Ko Tao per la famosa Ko Pangan che non ha deluso le aspettative. Molto più grande della precedente, strade che si snodano tra promontori rocciosi ricoperti da jungla e che toccano spiagge dalla sabbia bianca e fine. Spettacolarmente affascinante. Quest’isola ha l’atmosfera che ti aspetti da un’isola tailandese. Abbiamo deciso di rinunciare alle spiagge e alla sabbia per vivere la jungla ed abbiamo trovato un posto pazzesco. Talmente pazzesco da sembrare inverosimile. Talmente pazzesco da poter essere apprezzato solo da chi è disposto a rinunciare ai confort per sentirsi integrato nella jungla. Talmente pazzesco da rasentare la follia…eppure..pazzescamente stupendo.

Per arrivarci, dopo due ore di traghetto, abbiamo dovuto pedalare su pendenze del 20%, una piccola strada che entra nella jungla e dopo poco, nascoste dalle palme piccole casette/palafitte sparse nel verde. Tanto carine quanto visivamente instabili e pendenti, irresistibili!

Il posto è gestito da tailandesi, questo spiega molte cose, ci accolgono due simpatiche ragazze, una bambina e qualche cane, una bellissima terrazza ospita la cucina, la reception (una scrivania di un metro con pc) e qualche tavolo ma la cosa più importante è la vista sul mare, incorniciato dalla jungla, sembrava di toccarlo, magnifico, avevamo gia deciso alla vista delle palafitte pencolanti, la vista è stata solo un bellissimo sur plus.

Noleggiato un motorino ci siamo avventurati alla ricerca della spiaggia piú bella e dopo due giorni passati tra strade sterrate, spiagge piu o meno facili da raggiungere e strade palmate abbiamo incoronato come migliori: BOTTLE BEACH e CHALOKLUM.

Non posso star qui a ripetere la magia delle palme ricurve sulla spiaggia perlata e la sensazione di essere in una cartolina..quindi passiamo alle cose piu reali.

Ci siamo distesi sulla bellissima sabbia perlata, sotto le palme e dopo una breve pennichella ci siamo diretti in acqua. Guardando Filippo ho notato un moscerino sulla sua spalla, sembrava un granellino di sabbia, Filippo si volta e scopriamo di avere le schiene ricoperte di quelle simpatiche bestiole, tenerine, piccoline. Ci immergiamo nell’acqua e continuiamo il nostro bagno. Tornati nella nostra jungla, dopo aver goduto di almeno 4 spiagge differenti, ci siamo fatti una doccia. Ho avvolto i miei lunghi ricci nell’asciugamano rosa e dopo almeno mezz’ora, togliendolo, ho scoperto di aver ospitato un simpatico scorpione tra i capelli, infondo se scegli di dormire su palafitte, nella jungla, costruite con assi di legno bucate…puoi aspettartelo ma speri sempre accada agli altri. Non sono andata a letto molto felice di addormentarmi ma sopratutto non ci siamo svegliati troppo felici di scoprirci pieni di bolle su tutto il corpo. Filippo completamente massacrato. Quei simpatici moscini erano zanzare della sabbia:”Sand flies”. Crema cortisonica, antistaminico e la sensazione di pizzicore e bruciore più fastidiosa che si possa avere. Punizione divina per aver lasciato le bici allucchettate ad una parete per piu di 2 giorni.

Abbiamo rcuperato subito, sveglia alle 5, traghetto per Ko Samui pieni di bolle e coperti fini al collo unti di crema cortisonica ci siamo diretti a Ko Samui.

Appena arrivati al porto abbiamo noleggiato un motorino e deciso di buttarci nella jungla di nuovo. L’isola è la più grande delle tre ed è altrettanto spettacolare. Siamo andati fino al picco di 300 metri, ci siamo persi nelle strade sterrate in sella ad un cinquantino scassato che abbiamo contribuito a scassare ulteriormente e ci siamo goduti dei panorami mozzafiato. Detto questo, visto le condizioni malconce, abbiamo riportato il motorino e deciso di fare la pazzia, lasciare l’isola e riprendere la pedalata fino ad un punto non ben definito in direzione della costa ovest. Follia.

Una corsa folle per prendere il traghetto delle 12, poche ore di sonno, pustule pizzicanti addosso, crema untuosa ovunque, 40 gradi…alle 14 siamo attraccati sulla terra ferma e ci siamo lanciati tra le piantagioni di cauciù e di palmeti. Una tappa di 89 km che unita ai 120 ca. di oggi ci hanno steso.

Non so quante palme abbiamo visto oggi ma posso dirvi che se le piantagioni dell’Africa o del Vietnam ci erano sembrate enormi..in confronto erano minuscole!! Abbiamo fatto km e km di sterrato e Filippo, sotto antistaminico, ha durato una fatica che raramente ha durato. Un caldo umido massacrante ed una sola idea nella testa..arrivare alle isole dell’arcipelago ad ovest😊

Non so bene cosa io abbia scritto fino ad ora, la stanchezza è massima ma, tra una bolla pizzicante ed un ventiltore puntato sulla faccia, guardo Filippo distrutto davanti a me che si gratta un polpaccio pieno di pinzature e ripercorre con la mente la tappa strepitosa di oggi…ecco che il pizzicore passa, il caldo anche e vi posso salutare per decidere quanti km fare domani e sognare su cosa ancora ci aspetti nel nostro lento viaggiare.

Vi salutiamo con affetto mangiando del buonissimo curry

Claudia e Filippo

 

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